La strategia dello sviluppo locale
si basa sul sostegno all'emersione delle potenzialità esistenti
nei soggetti locali potenzialmente protagonisti:
uno sviluppo forte e duraturo può aversi prevalentemente attraverso
la promozione di alleanze sinergiche tra le diverse espressioni delle
realtà locali e in particolare tra le istituzioni locali ed il
mondo imprenditoriale e solo definendo "obiettivi condivisi"
di sviluppo.
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| foto di A. Argentati |
La formula cui si ispirano i sottoscrittori
del presente documento, per l'avvio di processi e percorsi per lo sviluppo
dell'area, è quella che a partire dall'individuazione di un territorio
omogeneo nelle sue componenti socio-culturali ed economiche giunge alla
definizione di un'idea forza di sviluppo basata sulla mobilitazione
di attività economiche ed il coinvolgimento degli attori sociali
e delle loro potenzialità anche sotto il profilo della partecipazione
finanziaria all'iniziativa.
L'ipotesi di sviluppo integrato, attorno
alla quale è possibile aggregare gli interessi dei soggetti locali,
si basa sulle potenzialità di sviluppo insite nell'avvio di processi
di promozione, riqualificazione del comparto agro-alimentare, gestione
integrata del patrimonio ambientale, culturale dell'area di riferimento.
Su tale serbatoio di ricchezza, attualmente scarsamente considerato
nelle sue potenzialità economiche ed occupazionali, si dovrà
e potrà intervenire attraverso azioni integrate promosse da tutte
le componenti del sistema socio-economico locale.
I diversi sottoscrittori del Patto
individueranno impegni operativi e finanziari, atti ad assicurarne l'attuazione.
Oltre l'impegno da parte dei sottoscrittori, sarà particolarmente
necessaria la partecipazione di un alto numero qualificato di imprenditori
attraverso la proposizione di interventi progettuali.
Questo documento contiene una presentazione
degli obiettivi principali che il patto vuole perseguire.
Il processo di concertazione tra i soggetti dovrà portare ai
seguenti risultati:
· l'elaborazione, in questa fase, di un'ipotesi di patto territoriale
comprendente le analisi effettuate e l'individuazione di un'idea forza
di sviluppo;
· la definizione degli impegni di massima dei sottoscrittori;
· l'avvio di azioni di promozione e supporto alla definizione
di ipotesi imprenditoriali;
· una prima ricognizione sui fabbisogni infrastrutturali delle
aree interessate;
· la definizione di un Programma di sviluppo locale integrato,
centrato sull'agricoltura e la messa a sistema delle risorse ambientali
e culturali secondo una logica di sviluppo sostenibile del territorio
nisseno.
Il Patto Territoriale per l'Agricoltura
della provincia di Caltanissetta viene stipulato ed attuato avendo come
riferimento prioritario il quadro proposto dai cambiamenti avvenuti
ed annunciati nella politica dell'U.E.
L'evoluzione del mercato, delle norme
commerciali, l'allargamento dell'Unione Europea, l'evoluzione delle
preferenze dei consumatori, nonché le prospettive di riorganizzazione
degli strumenti comunitari destinati allo sviluppo delle aree rurali
e la semplificazione di quelli destinati al supporto del comparto agricolo,
rendono improrogabile l'esigenza di intervenire nell'area del Patto
per un'azione propulsiva del settore agricolo.
Tale azione deve avvenire con un
approccio integrato non solo tra i settori interessati direttamente
dal Patto, ma anche con tutte le variabili che giocano un ruolo fondamentale
nell'economia del territorio, sia di tipo strutturale (servizi, formazione,
qualità della vita e dell'ambiente) che di tipo infrastrutturale
(reti, comunicazione, ecc.) e rappresentano le condizioni per lo sviluppo
e la competitività dei settori oggetto del Patto.
Tutto questo diventa necessario in
considerazione dei cambiamenti che hanno modificato radicalmente lo
scenario ed i meccanismi sui quali il settore agricolo aveva fatto per
lungo tempo riferimento e a cui era fortemente radicato.
In sintesi, tali cambiamenti possono
essere così riassunti:
- internazionalizzazione ed evoluzione del sistema alimentare;
- evoluzione del sistema distributivo;
- evoluzione dei modelli di consumo alimentare;
- accordi GATT;
- politica agricola comunitaria (PAC) ed Agenda 2000;
- creazione di un'area di libero scambio entro il 2010 nel bacino
del Mediterraneo, che avrà indiscutibili ripercussioni sui
prodotti dell'area.
Quest'insieme di fattori ha determinato
un isolamento del settore agricolo con la conseguenza di aver generato
un forte ritardo del sistema agricolo nisseno nell'adattarsi alla naturale
evoluzione di tutta la filiera agro-alimentare.
Gli obiettivi del Patto Territoriale
per l'Agricoltura della provincia di Caltanissetta sono riconducibili
alla necessità di:
- adeguare il comparto agricolo dell'area ai cambiamenti intervenuti
nel corso degli ultimi anni nel sistema agro-alimentare nazionale ed
internazionale, perseguendo uno sviluppo responsabile ed ecosostenibile;
- accrescere la partecipazione del settore agricolo ed agro-alimentare
al processo di sviluppo economico locale;
- favorire l'integrazione economica di filiera, l'organizzazione dell'offerta
ed il rapporto con la domanda;
- accrescere l'orientamento competitivo e le capacità concorrenziali
del sistema agro-alimentare, anche ricorrendo alla tutela e alla valorizzazione
delle produzioni tipiche e di qualità, al fine di produrre miglioramenti
nella bilancia commerciale dell'area;
- favorire la diffusione e lo sviluppo di nuove tecnologie;
- incentivare e salvaguardare l'occupazione ed il lavoro della filiera
agro-alimentare, con particolare riferimento al ricambio generazionale
ed all'emigrazione;
- favorire la tutela delle risorse naturali e forestali, delle biodiversità
ed il mantenimento del paesaggio;
- favorire l'offerta di servizi collettivi a beneficio di tutti gli
utenti dello spazio rurale;
- incentivare l'utilizzo a fini energetici delle produzioni agricole;
- favorire la riqualificazione e la valorizzazione, a fini agricoli,
di aree degradate o marginali.
Il Patto dovrà nascere in
seguito alla condivisione di tutti i Soggetti Promotori del fatto che
la globalizzazione dei mercati richiede al sistema agricolo nisseno
una maggiore competitività, che deve essere realizzata nell'azienda,
ma anche e, soprattutto, nel territorio. Lo sviluppo di tale capacità
competitiva richiede un approccio di tipo endogeno e una politica volta
alla valorizzazione delle specificità locali, delle risorse umane
e naturali.
Diventa indispensabile, quindi, una
nuova cultura della programmazione nella logica dello sviluppo dal basso.
Alla luce delle considerazioni formulate,
i Soggetti promotori hanno individuato quali possono essere i comparti
che saranno oggetto degli interventi nell'ambito del Patto territoriale:
| comparto serricolo-floricolo |
| comparto orticolo-frutticolo |
| comparto zootecnico e derivati |
| comparto vitivinicolo |
| comparto cerealicolo e foraggero |
| comparto agriturismo |
| comparto olivicolo |
| comparto salvaguardia dei prodotti tipici |